Segavecchia 2026
da giovedì 12 a domenica 15 marzo
Quest’anno la Festa della Segavecchia celebra un traguardo straordinario: 575 edizioni.
Un numero che non è soltanto cifra, ma testimonianza viva di una tradizione che attraversa i secoli, nata in tempi lontani e umili, quando il benessere che oggi diamo per scontato non era neppure immaginabile.
Eppure, proprio da quella semplicità ha tratto la sua forza: la capacità di unire la comunità, di rinnovarsi senza perdere la propria identità, di innovare nel rispetto della tradizione.
Anche se la data a cui si fa risalire la prima edizione potrebbe affondare le radici nella leggenda, collocata nel periodo in cui l’epopea sforzesca era al suo apice sotto Francesco Sforza, resta indiscutibile il suo profondo radicamento nella storia e nelle tradizioni del territorio.
Celebrare una ricorrenza consolidata nel tempo significa custodire la memoria, ma anche saper innovare con intelligenza e rispetto, perché una festa antica resta viva solo se sa parlare al presente. Proprio in occasione di questo importante anniversario, è stato scelto un disegno, ricco di simbologie, risalente agli anni Cinquanta del Novecento: un omaggio alla memoria storica della festa e al valore dei simboli che ne hanno accompagnato il cammino.
Oggi più che mai, però, il futuro della Segavecchia e di altre manifestazioni è nelle mani delle nuove generazioni. A loro va il nostro appello più sincero: mettersi a disposizione degli altri, dedicare tempo ed energie al volontariato, significa garantire continuità a ciò che abbiamo ricevuto in dono. Solo attraverso l’impegno condiviso e il senso di comunità potremo fare in modo che queste tradizioni non si perdano, ma continuino a rinnovarsi, edizione dopo edizione, nel segno della partecipazione e dell’appartenenza.
Emanuele Tonini
Presidente Associazione Pro Loco Cotignola APS
La Segavecchia di Cotignola
La leggenda racconta che il Duca di Milano Francesco Sforza, figlio di Muzio Attendolo Sforza di Cotignola, avesse concesso ai sudditi la facoltà straordinaria di celebrare il Carnevale a metà Quaresima. Questo privilegio, concesso come svago e ringraziamento per aver scampato un grave maleficio di cui fu accusata una vecchia, arsa sulla pubblica piazza dopo essere stata decapitata, in un freddo giorno di marzo del 1451.
Un rito simbolico quello del rogo: la “Vecchia” viene accompagnata al suo mesto destino da un corteo festoso sfilando per le vie della Città. La vittoria del bene contro il male quindi o della primavera sbocciata contro il freddo inverno appena terminato. Un rito legato anche alla prosperità in quanto anche il popolo poteva godere di certi benefici alimentari riservati ai ricchi come frutta secca o agrumi (per tradizione ancora oggi la collana che adorna il collo del fantoccio è fatta con arance e carrube). Altro rito simbolico è il “lancio della bambolina” che consiste nel lasciare andare in aria una bambolina legata a dei palloncini con all’interno un messaggio benaugurale e l’invito, rivolto a chi la troverà, a far visita alla Città di Cotignola in qualità di ospiti (ricordiamo nel tempo alcuni ritrovamenti fra cui Bosnia, Croazia, Corsica ma anche moltissimi Comuni italiani vicini e lontani).
Purtroppo, Cotignola venne completamente rasa al suolo durante la Seconda Guerra mondiale ma gli abitanti non si diedero per vinti: risale infatti al marzo del 1946 la prima Segavecchia del dopoguerra per come la conosciamo noi oggi. Importante e fondamentale il contributo della Scuola Arti e Mestieri gestita dal Prof. Luigi Varoli che fu promotore e protagonista del risorgimento cotignolese nel periodo post-bellico.
Nel 1963 nacque l’Associazione Pro Loco che ancora oggi gestisce questa festa e ne tramanda la tradizione. Con la nascita della Pro Loco vennero istituiti anche i Rioni e fu aggiunto, al tradizionale carnevale con carri e gruppi a piedi allegorici, un corteo storico che ancora oggi vuole riproporre l’epopea sforzesca del XV secolo. Dal 1964 al 1974 furono disputate nel contesto della Festa della Segavecchia gare di tiro con l’arco, giochi della bandiera, gare sulla trave per ambire alla vittoria del “Trofeo Città di Cotignola” divenuto nel corso degli anni “Palio Città di Cotignola”. Dopo un lungo periodo di silenzio, dovuto anche alla mancanza di forze e soprattutto a questioni politiche, negli anni ’90 l’Associazione Pro Loco, con grande sforzo, ripropose il Corteo storico e dagli anni 2000 si è intrapreso un lento percorso di sensibilizzazione dei Cittadini.
Il 5 febbraio 2020, l’Associazione Pro Loco ha presentato un ambizioso Progetto di valorizzazione e riqualificazione rionale denominato “Cotignola 1451”. Il Progetto prevede, oltre al rifacimento grafico degli stemmi dei cinque Rioni cittadini, una serie di attività (alcune rivolte anche ai più piccoli) volte alla conoscenza ed alla sensibilizzazione dei Cittadini ad un senso di appartenenza ormai da troppo tempo sopito.
Ancora oggi i cotignolesi, fortemente legati alle origini come tutte le genti di Romagna, ricordano la vecchia con una grande sfilata carnevalesca guidata dall’enorme figura di cartapesta. Un evento quindi sentito e ancora atteso ogni anno nonostante i suoi cinquecentosettantacinque anni.


