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Mostre e Conferenze


“I Liverani, Gigi e Demo – Tangenze e divergenze”

(Palazzo Sforza, dal 30 settembre al 15 ottobre 2023)

La mostra dedicata ai fratelli Luigi “Gigi” Liverani (1934-1996) e Aristodemo “Demo” Liverani (1938-2003), entrambi allievi del Prof. Luigi Varoli presso la scuola cotignolese di “Arti e Mestieri” raccoglie una cinquantina di opere provenienti da collezioni private del territorio.

La mostra, curata dal prof. Aldo Savini, prosegue il lavoro di studio e ricerca che l'Associazione Pro Loco porta avanti da anni sulla figura di Luigi Varoli e sui suoi allievi, e testimonia ancora una volta l'impegno dell'Associazione valorizzazione del territorio e dei suoi concittadini.

A testimonianza dell’esposizione è stato stampato un catalogo contenente le fotografie delle opere esposte con testi di Aldo Savini, Emanuele Tonini, Giorgio Fabbri.

In collaborazione con il Circolo Filatelico Numismatico Cotignolese “Luigi Ballardini” è stata creata una cartolina con annullo filatelico dedicato.

La Segavecchia e i Rioni di Cotignola

(Residenza municipale, dal 7 al 18 marzo 2018)

Mostra fotografica della Segavecchia, Rioni, costumi, tradizioni e cartapesta.

 

Donazione Savini

(Palazzo Sforza, dal 18 al 26 marzo 2017)

Cerimonia di consegna ufficiale, da parte della famiglia Savini, di un corpo di opere realizzate da Giovanni e Guglielmo Savini e donate al Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola. Per l’occasione sarà inaugurata al piano terra di Palazzo Sforza una piccola selezione delle opere, entrate a far parte delle raccolte museali, e che rimarrà allestita e visibile fino alla permanenza degli uffici comunali trasferiti al piano terra del museo in via temporanea.

La donazione presentata consiste di quaranta pezzi circa, suddivisi in dieci dipinti di cui principalmente ritratti, due disegni, ventitré sculture tra pietra, terracotta, ceramica e legno raffiguranti volti, autoritratti, ritratti del maestro cotignolese e piccole teste, cinque pannelli ceramici e una serie di piatti, oltre ad alcune fotografie che ritraggono Luigi Varoli.

La varietà di materiali e le tecniche esecutive di questo gruppo di opere, così come i soggetti raffigurati, ribadiscono ancora una volta il forte e duraturo legame con il maestro cotignolese, l’importanza della sua lezione e anche il grande affetto nei suoi confronti da parte di Giovanni Savini, allievo trasferitosi a Roma nel 1936.  

 

"La lavagna e il pennello": in mostra le opere di Velia Chiarini

(Palazzo Sforza, dal 27 febbraio al 13 marzo 2016)

Mostra antologica della pittrice cotignolese Velia Chiarini, a trent'anni dalla morte. L'esposizione, dal titolo “La lavagna e il pennello”, raccoglie una cinquantina di opere provenienti da collezioni private del territorio.

La mostra, curata da Roberto Ravaglia - che ha avuto Velia Chiarini come maestra alle scuole elementari di Sant'Agata sul Santerno - è frutto della collaborazione tra Comune di Cotignola e Pro Loco. Dopo esser passata in anteprima a Sant'Agata, arriva ora a Cotignola in una versione più corposa e piena, con l'aggiunta di altri pezzi provenienti da case cotignolesi. L'esposizione, corredata da un catalogo, è introdotta da testi dell'organizzatore Ravaglia, del critico Aldo Savini e di Afra Bandoli.

Allieva del Prof. Luigi Varoli e di Antonio Guerrini presso la scuola cotignolese di “Arti e Mestieri” in questa rassegna scopriamo insieme, per la prima volta, le sue opere suddivise in tre distinte tematiche: nature morte, fiori e paesaggi.”

 

"Cotignola-Roma andata e ritorno", una mostra di Fioravante Gordini

(Palazzo Sforza e Chiesa del Pio Suffragio, dal 26 settembre al 11 ottobre 2015)

La mostra di Fioravante Gordini (Cotignola 1936 - Roma 2013), la sua prima personale presentata a Cotignola, si inserisce nel lavoro di studio e ricerca che l'associazione Pro Loco e il Comune stanno portando avanti da anni su e intorno alla figura di Luigi Varoli e testimonia ancora una volta la volontà dell'Associazione cotignolese di dare lustro al territorio e ai suoi personaggi.

Luigi Varoli ha sempre espresso un forte radicamento per i suoi luoghi e, pure a fronte di una formazione che lo vede passare anche da Bologna e Roma, non abbandonerà mai a conti fatti la sua terra e paese d'origine. Una scelta che ha influito inevitabilmente, nel bene o nel male, sulla sua carriera d'artista, ma che lo ha fatto anche diventare un punto di riferimento e un maestro non solo per gli artisti della bassa ravennate, ma anche per i molti allievi, bambini, appassionati e collezionisti locali.

Tra la fitta schiera di allievi e le varie traiettorie che da Cotignola e dalla casa di Varoli dipartono e si irradiano, c'è quella di Fioravante Gordini, pittore e disegnatore che si trasferisce a Roma per l'assegnazione della cattedra, prima all'Istituto d'Arte, poi per quella di Figura al Liceo Artistico. L'insegnamento ancora, la convinzione che l'arte sia strumento di crescita individuale ed emancipazione; disciplina quotidiana di bellezza e strumento di presa sul mondo.  

“Emozioni cotignolesi”, una mostra degli allievi di Varoli

(Palazzo Sforza, dal 27 settembre al 5 ottobre 2014)

Si tratta di un'esposizione prevalentemente di pittura che chiama a raccolta gli allievi cotignolesi che hanno frequentato la scuola di Arti e mestieri dell'indimenticato maestro e artista Luigi Varoli.

Molti degli artisti in mostra sono purtroppo scomparsi; si ringraziano i familiari che hanno generosamente concesso in prestito le opere che si potranno vedere all'interno dell'esposizione.

In mostra le opere di: Danilo Bandoli, Ferrero Bandoli, Antonio Guerrini, Luigi Liverani, Enrico Mazzotti, Aurelio Randi, Giacomina Tarlazzi, Amelio Ventura, Primo Zini.

 

“Luciano Bassi, tradizione e modernità tra realtà e immaginazione”

(Palazzo Sforza, dal 28 settembre al 13 ottobre 2013)

L’idea di organizzare una mostra delle opere del ceramista cotignolese Luciano Bassi è nata in seno al Consiglio direttivo della Pro Loco di Cotignola nei primi mesi del 2012; è stata proposta alla famiglia Bassi e subito la figlia Federica e la moglie Franca hanno accolto favorevolmente la proposta e assicurato la loro disponibilità alla realizzazione dell’evento espositivo. L’azione successiva consisteva nell’individuare un esperto d’arte che assieme alla famiglia Bassi ed alla Pro Loco costruisse il progetto artistico della mostra. Curatore dell’evento fu il prof. Aldo Savini, critico d’arte e curatore di mostre, anche dello stesso Bassi. L’evento oltre al patrocinio del Comune di Cotignola ha goduto anche del patrocinio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, della Provincia di Ravenna, dell’Unpli Provinciale e dell’Unpli Regionale.

La mostra è stata allestita nelle sale di Palazzo Sforza, e prevedeva l’esposizione di sessantaquattro opere di Luciano Bassi così suddivise: dodici pannelli ceramici dipinti e a bassorilievo di grandi dimensioni, quattro grandi vasi ceramici dipinti, quattro teste originali di “Segavecchia” in cartapesta, due piatti ceramici, un presepe costituito da statuine a tutto tondo, un crocefisso in ceramica smaltata, trentanove disegni che raffigurano paesaggi cotignolesi, scene di vita quotidiana, autoritratti, fiori, attività sportive, studi di figure umane. I disegni sono nella loro totalità opere inedite e costituiscono il cuore prezioso, e forse inaspettato per un ceramista, del patrimonio delle opere di Bassi. Le opere esposte sono state messe a disposizione dalla famiglia Bassi e da alcuni collezionisti privati che hanno aderito con grande disponibilità alla realizzazione della mostra.

 

Mostra “I 50 anni della Sagra del vino di Cotignola, dal 1963 al 2012”

(Palazzo Sforza, dal 30 settembre al 7 ottobre 2012)

Mostra fotografica e documentaria “I 50 anni della Sagra del Vino di Cotignola, dal 1963 al 2012”.

Mostra fotografica “Fatto a mano, l’artigianato cotignolese attraverso testimonianza, ricordi, immagini.

(Chiesa del Pio Suffragio, dal 19 marzo al 3 aprile 2011)

Mostra fotografica che offre uno sguardo sul lavoro degli artigiani di Cotignola dal primo Novecento fino ai giorni nostri, senza la pretesa di essere esaustivo perché non avrebbe mai potuto esserlo. Le immagini rimandano a momenti che raccontano la storia di persone e di luoghi, di opere e di tradizioni, in un passato ormai remoto; poi, risalendo lungo la linea del tempo, il racconto si spinge sempre più avanti e arriva vicino alla realtà odierna. Così è possibile vedere che nell’arco di un secolo scompaiono mestieri, tecniche, materiali. Nomi e cognomi si estinguono, i soprannomi vengono dimenticati mentre si succedono le generazioni; allo stesso tempo il lavoro delle imprese artigiane si evolve in forme sempre più moderne e razionali. La difficoltà di reperire il mezzo più efficace di conoscenza, la fotografia, ha comportato assenze e vuoti incolmabili. Mancano quindi all’appello uomini e donne di grande laboriosità in mestieri di un tempo lontano e, per le tipologie di lavoro, restano inedite opere e attività di importanza fondamentale. Il racconto cronologico, scandito dalle fotografie e affiancato dalle didascalie, intende accompagnare il lettore attraverso le fasi dell’evoluzione strutturale e strategica del lavoro degli artigiani in Cotignola, partendo da un lontano contesto geopolitico e percorrendo le tappe del continuo e costante cambiamento delle imprese artigiane fino all’attualità del mondo globalizzato. Così i cotignolesi potranno ritrovare o conoscere il contesto e l’ambito dove operarono i loro ascendenti o i loro antenati: questa opportunità è propedeutica a ricomporre aggregazioni su valori condivisi di collaborazione e di cooperazione, in grado di innescare nuove iniziative culturali sulla storia economica e sociale della comunità locale di appartenenza.

 

“Mostra antologica del M.o Delvolto Argelli”

(Palazzo Tarlazzi, dal 29 settembre al 2 ottobre 2011)

Mostra antologica di opere del M.o Delvolto Argelli.

 

“Omaggio a Caterina Sforza, tra realtà e immaginario”

(Palazzo Sforza, dal 12 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010)

L’evento è stato preceduto da un suggestivo corteo storico, nato dalla collaborazione tra Pro Loco e Orizzonte 3000, simbolicamente capitanato da Caterina Sforza e da Alberico da Barbiano, che ha scortato la teca con il teschio di Galeazzo Maria Sforza dal Palazzo del Comune a Palazzo Sforza.

L’esposizione si snoda in tre diverse stanze. In una di queste, "Il teschio ritrovato", è in mostra il teschio rinvenuto in uno scavo nella Chiesa di S. Andrea a Melzo (Milano) ed attribuito a Galeazzo Maria Sforza (padre di Caterina), come documentato dall’Università degli Studi Medicina Legale di Milano e dal Dipartimento di Scienza della Storia a cura dell’Associazione Amici di Sant’Andrea (Melzo). In una seconda sala è invece esposta "La formella di Caterina", una terracotta riscoperta a Forlì che costituisce una preziosa testimonianza araldica e coinvolge l’insegna di Cotignola, come documentato dagli studi a cura dell’Associazione culturale "La Foglia" di Forlì.

 

Mostra “Cartapesta e Segavecchia: da Varoli ad oggi”

(Palazzo Sforza, dal 23 febbraio al 10 marzo 2008)

Mostra documentaria in occasione del cinquantenario della morte di Luigi Varoli. Mostra “Sguardi dal passato” (Palazzo Sforza, dal 18 al 31 marzo 2006) La storia degli Sforza attraverso i ritratti di famiglia.